La Regione Lombardia dice che tra poco raggiungere l’aeroporto di Malpensa sarà più facile. MAGARI!
Sia la trafficatissima autostrada A8 che il cosiddetto Malpensa Express (tempo di percorrenza dalla stazione Cadorna: 40 minuti, ritardi permettendo…), sono la lampante dimostrazione dell’incapacità della giunta Formigoni di affrontare in maniera appropriata la questione della mobilità in Lombardia.
E allora, come ha pensato “il governatore” di porre rimedio a questo disastro?
Con l’elicottero! Non stiamo scherzando…
L’assessore regionale ai trasporti Cattaneo, rispondendo a una interrogazione in merito del consigliere di Rifondazione comunista Luciano Muhlbauer, ha confermato che la Regione Lombardia, insieme ad ENAC ed ENAV, sulla base di una ricerca commissionata allo Studio Ambrosetti dalla Agusta (azienda costruttrice di elicotteri militari/civili), sta progettando un sistema di eliporti regionale per rendere facilmente accessibile l’aeroporto varesino di Malpensa, in vista dell’Expo 2015.
Costo della corsa: 120 euro. Di certo non per tutte le tasche, di sicuro non per quelle di migliaia di lavoratori in Cassa Integrazione.
Tra le aree di decollo al momento ipotizzate,il nuovo palazzo della Regione e la stazione Garibaldi.
SECONDO IL PROGETTO, IL PARCO NORD OSPITERA’ L’HUB DEDICATO ALLA MANUTENZIONE E RIFORNIMENTO DEGLI ELICOTTERI.
Questo comporterà, come chiunque può intuire, un impatto devastante sul parco e sull’abitato circostante.
Coloro che risiedono nei pressi del parco subiranno le inevitabili e pesanti ricadute in termini di inquinamento atmosferico e soprattutto acustico: vedranno la loro tranquillità, già minata dallo storico aeroclub (del quale da anni si chiede il trasferimento) e dall’elisoccorso del 118, irrimediabilmente compromessa dal frastuono provocato dall’aumento esponenziale del traffico aereo.
Senza trascurare i rischi in fatto di sicurezza che i numerosi atterraggi/decolli quotidiani fatalmente accresceranno.
Come è ovvio, l’area sarà interessata da nuove colate di cemento (le “necessarie infrastrutture”), così da compromettere ulteriormente il naturale equilibrio del parco, vanificando per sempre il progetto di un Parco Nord esclusivamente votato al verde e alla natura.
Rifondazione comunista si oppone a quest’opera, vero monumento al privilegio di pochi, con il quale la giunta Formigoni, priva di scrupoli e in nome di una presunta modernità, inevitabilmente deturperà il nostro parco, vanto di tutti i cinisellesi, causando inoltre gravissimi disagi ai residenti che abitano nei suoi pressi.
Chiediamo pertanto al Comune di Cinisello Balsamo di impegnarsi per impedire con tutti i mezzi in suo possesso la realizzazione di questo piano distruttivo e classista, creando un fronte comune con tutti i soggetti veramente interessati alla sorte del parco (Comuni, Consorzio Parco, Associazioni e Comitati spontanei di cittadini).
Il Parco Nord non deve essere il prossimo regalo agli amici speculatori della giunta lombarda!
(Clicca qui per la versione in pdf)
di Gennaro Carotenuto – Latinoamerica – 30 ottobre 2009
La forma è salva ma la sostanza democratica resta calpestata. Con gli ultimi dettagli, il voto del Congresso e non della Corte Suprema a decidere il ritorno di Zelaya, cadono le pregiudiziali al non riconoscimento del voto del prossimo novembre da parte dei paesi dell’OSA e dovrebbero cadere anche quelle dei due candidati espressione della Resistenza contro il colpo di Stato, Carlos H. Reyes e Cesar Ham. Da tempo sono già in campagna elettorale i quatto candidati golpisti (un ossimoro, i candidati a elezioni democratiche che hanno appoggiato il golpe), Porfirio Lobo Sosa, del Partido Nacional, Elvin Santos, del Partido Liberal, Bernard Martínez, del Partido Innovación y Unidad e Felícito Ávila, della Democracia Cristiana.
Finisce così apparentemente a tarallucci e vino un colpo di stato durato quattro mesi. Un colpo di stato che solo nelle grandi città (nessuno sa cosa è successo davvero nell’interno) ha causato almeno 24 morti ammazzati, centinaia di persone ferite da colpi di arma da fuoco o percossi selvaggiamente, almeno 3000 detenzioni illegali, centinaia di torturati e alcune decine di persone le sorti delle quali sono tuttora sconosciute. Sono desaparecidos la situazione dei quali dovrà immediatamente essere risolta da Zelaya.
Quella del “Re di Maggio” Zelaya sarà una breve “primavera camporista” a meno che le elezioni non diano la straordinaria del tutto improbabile sorpresa di un’elezione di Carlos H. Reyes alla presidenza. Forse il primo passo sarà l’avere per la prima volta la forza per far nascere un partito vero che si opponga alle oligarchie che hanno sempre dominato il paese e che con il golpe hanno sconfitto il cambiamento pacifico possibile con l’Assemblea Costituente.
Ma in Honduras, un paese dove nessuno, né i golpisti né la CIA, aveva previsto che potesse sorgere una Resistenza indomabile, che in mesi di lotta ha messo fianco a fianco centinaia di migliaia di persone, ha tessuto alleanze, fratellanze e sorellanze, leggende, martiri, reti elettroniche e non, oggi tutto è possibile.
Dopo 2 giorni di presidio fuori dai cancelli dell’Azienda, il giorno 7 Ottobre 2009 i lavoratori e le lavoratrici di NSN si sono riuniti in Assemblea in mezzo alla strada, bloccando la via di fronte alla Sede.
A seguito della promessa ufficiale da parte dell’Azienda di incontrare un membro del board di Nokia Siemens (Mika Vehvilainen) per la fine di ottobre (28 ,29 o 30 ottobre) e dopo aver saputo che il Ministero dello Sviluppo Economico convocherà per il 28 ottobre Nokia Siemens Networks e il Sindacato, l’assemblea di Cinisello ha deciso di togliere il blocco della strada.
Giovedì 08 ottobre ore 11, è stato indetto uno sciopero con uscita per parlare con il segretario della Fiom CGIL Gianni Rinaldini, in visita alla NSN.
Venerdì 9 ottobre i lavoratori e le lavoratrici di NSN aderiranno allo sciopero generale nazionale della Fiom CGIL e parteciperanno alla Manifestazione milanese che partirà da porta Venezia alle ore 9.30.
I lavoratori e le lavoratrici NSN invitano ancora e per l’ennesima volta i Media a dare spazio alla loro RICHIESTA DI LAVORO ribadendo che l’Azienda non sta attraversando una fase di crisi economica, ma che la chiusura prospettata è figlia di una scelta strategica della Multinazionale.




























