FUORI DALLA CRISI, DENTRO LA CITTA’

10 febbraio 2010 Lascia un commento

di Nadia Rosa

Cinisello Balsamo: il settore del commercio è allo stremo, i negozianti fanno fatica a tirare avanti, perfino i bancari sono in difficoltà: la crisi non risparmia nessuno.

Per non parlare poi delle Aziende metalmeccaniche: migliaia di lavoratrici e lavoratori in cassa se non addirittura in mobilità.

Infatti ad oggi le uniche due Aziende metalmeccaniche presenti sul nostro territorio che godono di uno stato di relativa tranquillità sono La Travaglini Spa ( che si occupa della progettazione, la costruzione ed il montaggio di impianti d’aria condizionata per l’asciugamento, l’affumicazione, la stagionatura e la conservazione di salumi e di prosciutti crudi) e la Malvestiti Spa ( che si occupa della progettazione e costruzione stampi in metallo duro per lamierini magnetici, stampi di tranciatura fine, stampi progressivi).

In diverse acque nuotano invece le due Aziende informatiche che per numero di lavoratori e per rilevanza internazionale consideriamo  gli insediamenti piu’ rappresentativi della Città.

La NokiaSiemens, che contava  600 dipendenti a giugno e oggi ne vede impiegati meno di 300, è ancora in cerca di un poco probabile compratore. In questo caso, come ormai noto, la crisi economica non c’entra.

Si tratta di scelte strategiche della casa madre finlandese che ritiene, e come darle torto, che in Italia il settore delle telecomunicazioni sia poco interessante. Meglio spostare la ricerca e lo sviluppo altrove.

Ma le lavoratrici e i lavoratori non ci stanno.

Presidi, scioperi e blocchi, che per ora sono riusciti a scongiurare la preannunciata fuga da Cinisello di NokiaSiemens, non si arresteranno finchè non verrà garantito ( e assicurato nel tempo ) un posto di lavoro adeguato alle qualifiche di ciascun lavoratore.

Ed i problemi arrivavano ora anche per i lavoratori della Oracle, che attraversa un periodo un po’ difficile  a causa della crisi del settore.

Pare infatti che anche lei dovrà ricorrere a breve alla cassa integrazione, andando così a ridurre ulteriormente la propria forza lavoro, già dimezzata con l’allontanamento incentivato di molti dipendenti.

Sembra un bollettino di guerra. La cosa più tragica però è che, nonostante i populisti annunci di imminente ripresa vomitati da telegiornali e politici creativi, il peggio deve ancora arrivare e la tanto decantata ripresa è solo un miraggio lontano…

Si, perché ahinoi gli ammortizzatori sociali non durano in eterno e tra aprile e maggio il popolo dei cassaintegrati si ritroverà a fare i conti con la realtà dei licenziamenti camuffati da mobilità e cassa.

E come potrà far fronte uno Stato sociale disastrato dove il NOI è stato sostituito dall’IO e la coscienza di classe è stata svuotata dello storico significato, dove chi dovrebbe costruire risposte è impegnato in una battaglia personale atta a risolvere i propri guai con la giustizia e l’opposizione è tanto blanda da sembrare inesistente, a questa moltitudine di nuovi disoccupati che tra l’altro annovera tra le sue fila parecchi noeofiti della lotta ?

Da questa autentica preoccupazione nasce la necessità di costituire un gruppo all’interno del nostro Partito che si occupi della tematica del lavoro.

Con il fondamentale aiuto della FIOM che quotidianamente cerca di far fronte alla contingenza dei problemi di chi la crisi la vive sulla propria pelle, stiamo cercando di costruire un percorso che come obbiettivo si prefigge la presa di coscienza della situazione reale da parte di tutte le cittadine e i cittadini, fondamentale in un momento in cui le informazioni che arrivano ai più sono manipolate e truffaldine, e la creazione di una rete sociale che permetta il confronto tra le varie esperienze dei lavoratori, al fine di costituire un fronte comune in vista del periodo disastroso che ci attende.

Le lavoratrici e i lavoratori sono la linfa vitale della nostra Città e del nostro Partito, non possiamo far finta di nulla!

Quando la ripresa finalmente arriverà, se tutto va bene nel 2012, come sarà ridotta la forza lavoro?

Donne e uomini allo stremo che pur di lavorare saranno disposti a rinunciare a diritti e rivendicazioni, accettando una vita di precariato e sfruttamento.

Dobbiamo intervenire!

E dobbiamo essere in tanti.

Il contributo di ognuno è fondamentale, per questo invitiamo le compagne e i compagni a partecipare agli incontri del gruppo che si tengono ogni giovedì alle 21 c/o il nostro Circolo.

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MAPPA DELLA MILANO NERA TRA IL NEOFASCISMO LA LEGA E IL PDL

9 febbraio 2010 Lascia un commento

di Saverio Ferrari – Liberazione del 7 febbraio 2010

La notizia è di qualche giorno fa: Cuore nero di via Pareto a Milano chiude i battenti e si trasforma in Casa Pound Italia. Dove aprirà la nuova sede lo si scoprirà presto. Ma sarebbe un errore credere che si tratti solo di un cambio di insegne e di luogo. Nello spazio di un paio d’anni molte cose sono, infatti, mutate. I soggetti che avevano inizialmente sostenuto il progetto di un punto di incontro a Milano di tutte le anime del neofascismo, si sono rapidamente dispersi o sono via via entrati in conflitto fra loro. Prima, nel settembre 2008, era arrivata la decisione di Roberto Jonghi Lavarini, uno degli sponsor di Cuore nero, e del suo gruppo, Destra per Milano, di confluire in Alleanza nazionale, seguiti nel febbraio dello scorso anno da qualche altra decina di militanti, guidati da Matteo “Stizza” Pisoni, che avevano costituito Area Identitaria, un organismo composto da ex della Fiamma tricolore per traghettare a loro volta verso An. Infine, l’approdo, sempre in An, di Lino Guaglianone, ex Nar, e dei suoi amici di Comunità in movimento, dopo l’insuccesso elettorale del cartello de La Destra con la Fiamma tricolore nelle elezioni politiche del giugno 2008. Sarà un caso, ma a Guaglianone è stata subito riconfermata la carica di consigliere d’amministrazione nelle Ferrovie Nord, in quota a Ignazio La Russa.
In direzione opposta si era nel frattempo consumata anche un’altra scissione, quella degli Hammer, ovvero i seguaci milanesi dell’omonima setta neonazista nata negli Stati Uniti, che avevano abbandonato via Pareto per dar vita a Bollate alla Skinhouse.
Già alla fine del 2008, come conseguenza, si era registrato un primo passaggio di mano all’interno del gruppo dirigente di Cuore nero, con la nomina a portavoce di Francesco Cappuccio, detto Doppio malto. L’idea era di offrire un’immagine meno truce, sganciandola dal suo leader carismatico Alessandro Todisco, con troppi problemi, anche giudiziari, soprattutto dopo i fatti dell’11 novembre 2007, seguiti alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, quando alcune centinaia di ultras nerazzurri e teste rasate tentarono addirittura, con un ariete per sfondare il portone, l’assalto alla caserma dei carabinieri di via Vincenzo Monti a Milano. D’altro canto anche gli affari collegati alla vendita delle magliette e dei gadget della linea Calci e pugni, gestiti dalla moglie di Todisco negli stessi locali di Cuore nero, non procedevano bene, con le spese a superare gli incassi. Con l’allontanamento di Roberto Jonghi Lavarini e soprattutto di Lino Guaglianone, erano, infine, insorte ulteriori difficoltà a sostenere le spese di gestione dei locali. Continua a leggere…

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PRESENTATA IN PROVINCIA INTERROGAZIONE SULL’ELIPORTO NEL PARCO NORD

8 febbraio 2010 Lascia un commento

Ecco l’interrogazione presentata da Massimo Gatti in Provincia pochi giorni fa, in merito alla costruzione dell’Eliporto nel Parco Nord. Per scaricare la versione pdf cliccare QUI

Premesso che è in atto un progetto per realizzare un Eliporto nel campovolo di Bresso.

Considerato che tale progetto, commissionato allo Studio Ambrosetti della Agusta-Westland (azienda costruttrice di elicotteri militari/civili) e da Tecnomony (che si occupa fra l’altro della costruzione di infrastrutture di ingegneria civile), ha ottenuto il pieno appoggio della Regione Lombardia, impegnata nella progettazione di un sistema di eliporti regionale, per collegare tutto in nord Italia e per rendere più facilmente accessibile l’aeroporto varesino di Malpensa, con aprticolare riferimento all’utenza di business class stimata in oltre 330.000 viaggiatori all’anno.

Preso atto che, secondo il progetto, l’attuale sede dell’aeroporto, situata all’interno dei confini del Parco Nord, ospiterà l’Hub dedicato alla manutenzione e rifornimento degli elicotteri.

Considerata la pesante ricaduta del progetto per le decine di migliaia di cittadini residenti nelle zone limitrofe, per i frequentatori del Parco Nord e per il territorio dell’area metropolitana milanese.

Considerata infine la mobilitazione di numerosi cittadini di Bresso e dei comuni limitrofi che in più occasioni hanno manifestato la propria contrarietà all’Eliporto.

Si chiede al Presidente della Provincia di Milano e agli assessori competenti in materia, quali provvedimenti ha intenzione di adottare questa amministrazione provinciale per non consentire la realizzazione del progetto in oggetto, dannoso per le decine di migliaia di cittadini residenti nelle zone limitrofe, per i frequentatori del Parco Nord e per il terriotrio dell’area metropolitano milanese.

Massimo Gatti

CAPOGRUPPO
Lista Civica Un’Altra Provincia
Partito della Rifondazione Comunista
Partito dei Comunisti Italiani
Via Vivaio, 1 – 20122 Milano
tel. 02.77402614 – fax 02.794687
gattialtraprovincia@gmail.com
http://massimogatti.wordpress.com

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PALESTINA: COME TOPI IN GABBIA

8 febbraio 2010 Lascia un commento

Giovedì 11 febbraio 2010, alle ore 21.00, presso la Cooperativa Agricola di Balsamo (Via Mariani 11) , si terrà l’iniziativa PALESTINA: COME TOPI IN GABBIA.

A un anno dall’attacco israeliano che ha provocato più di mille vittime, in maggioranza civili, Gaza è tuttora chiusa da un assedio totale.

Interverranno Luisa Morgantini (già europarlamentare) e Bruna Orlandi (fotografa di action for peace) di ritorno dalla “Gaza freedom march”.

Organizza: Coordinamento Pace

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IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLA SCUOLA PRIVATA IN LOMBARDIA. I NUMERI, I TRUCCHI E I PRIVILEGI. PUBBLICATO IL RAPPORTO 2009 – SCARICALO QUI

7 febbraio 2010 Lascia un commento
di Luciano Muhlbauer – Consigliere regionale PRC
La scuola pubblica sta subendo il più vasto programma di tagli della storia repubblicana e capita pure che dei genitori debbano donare 40-50 euro perché nella scuola dei loro figli mancano i soldi per comprare la carta. E mentre tutto questo accade, in nome delle ristrettezze di bilancio e della crisi, cosa fa la Regione governata da 15 anni da Roberto Formigoni? Se ne frega e aumenta sempre di più il finanziamento pubblico alla scuola privata e distribuisce sussidi a chi guadagna anche 200mila euro e abita in case di lusso
Questa è, in estrema sintesi, la realtà che emerge dal Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia, elaborato dal Gruppo regionale di Rifondazione Comunista, sulla base di un’analisi dettagliata e rigorosa del database dell’Assessorato regionale all’Istruzione.

Il finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia

A guardare i numeri, infatti, al governo regionale non sembra importare molto dei destini della scuola pubblica, visto che nell’anno scolastico 2008/2009 ben l’80% dei fondi regionali per il diritto allo studio è stato destinato in via esclusiva agli studenti delle scuole private, frequentate però soltanto il 9% degli studenti.
E lo strumento principale di finanziamento della scuola privata è stato anche quest’anno, come nei sette precedenti, il buono scuola, nel frattempo ri-denominato “dote per la libertà di scelta”. Con questo buono sono stati girati alle scuole private ben 45 milioni nell’anno scolastico 2008/2009 e ne verranno girati oltre 50 milioni in quello 2009/2010. Complessivamente, dal 2001 ad oggi, sono stati così drenati quasi 400 milioni di euro dalle tasche dei contribuenti a quelle della lobby della scuola privata.
E pur di poter garantire questo finanziamento privilegiato alla scuola privata, gli uomini di Clnon si vergognano neanche di erogare, in piena crisi economica, un sussidio pubblico a persone che, bontà loro, non ne avrebbero nemmeno bisogno.
Infatti, per riuscire nel miracolo poco cristiano di elargire ai due terzi dei 98mila studenti delle private lombarde un sussidio regionale, il governo Formigoni-Lega ha truccato le regole del gioco. Cioè, mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato Isee –il riccometro- per poter accedere a un piccolo contributo, i richiedenti il buono scuola godono di un meccanismo inventato ad hoc per loro, denominato “indicatore reddituale”, dove i limiti di reddito sono molto più tolleranti e, soprattutto, dove non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare, che immobiliare.
E il risultato di questo trucco è tanto stupefacente, quanto indecente, considerato che oltre 4mila beneficiari del buono scuola dichiarano al fisco addirittura un reddito tra 100mila e 200mila euro annui oppure che altri risultano residenti nella zone più prestigiose e costose delle nostre città, come per esempio Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni a Milano.
Insomma, lo scandalo che da anni denunciamo, cioè gli sfacciati privilegi della lobby della scuola privata, non solo si rinnova, ma si aggrava, perché il flusso di denaro pubblico alla scuola privata si intensifica proprio nel momento in cui il Governo sta portando l’attacco più pesante alla scuola pubblica, sostenendo che non ci sarebbero più soldi per nessuno.
Il nostro dossier rappresenta l’unico rapporto di minoranza sull’argomento esistente in Lombardia e mostra quello che il Pirellone vuole invece nascondere. E faremo di tutto per diffonderlo, perché i cittadini lombardi, anzitutto quelli che non la pensano come noi, possano sapere. Poi, ognuno tragga le sue conclusioni.
Da parte nostra, annunciamo sin d’ora che in occasione della discussione del bilancio regionale, il 15 e 16 dicembre prossimi, riproporremo il problema dell’abolizione dei privilegi della scuola privata. E auspichiamo di non essere gli unici.
CLICCANDO QUI PUOI SCARICARE IL RAPPORTO IN FORMATO PDF.
La distribuzione e l’utilizzo del dossier sono assolutamente liberi e chiediamo soltanto di citare la fonte.
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