NON VOGLIAMO GLI ELICOTTERI DI FORMIGONI!

2009 Novembre 25

La Regione Lombardia dice che tra poco raggiungere l’aeroporto di Malpensa sarà più facile. MAGARI!

Sia la trafficatissima autostrada A8 che il cosiddetto Malpensa Express (tempo di percorrenza dalla stazione Cadorna: 40 minuti, ritardi permettendo…), sono la lampante dimostrazione dell’incapacità della giunta Formigoni di affrontare in maniera appropriata la questione della mobilità in Lombardia.

E allora, come ha pensato “il governatore” di porre rimedio a questo disastro?

Con l’elicottero! Non stiamo scherzando…

L’assessore regionale ai trasporti Cattaneo, rispondendo a una interrogazione in merito del consigliere di Rifondazione comunista Luciano Muhlbauer, ha confermato che la Regione Lombardia, insieme ad ENAC ed ENAV, sulla base di una ricerca commissionata allo Studio Ambrosetti dalla Agusta (azienda costruttrice di elicotteri militari/civili), sta progettando un sistema di eliporti regionale per rendere facilmente accessibile l’aeroporto varesino di Malpensa, in vista dell’Expo 2015.

Costo della corsa: 120 euro. Di certo non per tutte le tasche, di sicuro non per quelle di migliaia di lavoratori in Cassa Integrazione.

Tra le aree di decollo al momento ipotizzate,il nuovo palazzo della Regione e la stazione Garibaldi.

SECONDO IL PROGETTO, IL PARCO NORD OSPITERA’ L’HUB DEDICATO ALLA MANUTENZIONE E RIFORNIMENTO DEGLI ELICOTTERI.

Questo comporterà, come chiunque può intuire, un impatto devastante sul parco e sull’abitato circostante.

Coloro che risiedono nei pressi del parco subiranno le inevitabili e pesanti ricadute in termini di inquinamento atmosferico e soprattutto acustico: vedranno la loro tranquillità, già minata dallo storico aeroclub (del quale da anni si chiede il trasferimento) e dall’elisoccorso del 118, irrimediabilmente compromessa dal frastuono provocato dall’aumento esponenziale del traffico aereo.

Senza trascurare i rischi in fatto di sicurezza che i numerosi atterraggi/decolli quotidiani fatalmente accresceranno.

Come è ovvio, l’area sarà interessata da nuove colate di cemento (le “necessarie infrastrutture”), così da compromettere ulteriormente il naturale equilibrio del parco, vanificando per sempre il progetto di un Parco Nord esclusivamente votato al verde e alla natura.

Rifondazione comunista si oppone a quest’opera, vero monumento al privilegio di pochi, con il quale la giunta Formigoni, priva di scrupoli e in nome di una presunta modernità, inevitabilmente deturperà il nostro parco, vanto di tutti i cinisellesi, causando inoltre gravissimi disagi ai residenti che abitano nei suoi pressi.

Chiediamo pertanto al Comune di Cinisello Balsamo di impegnarsi per impedire con tutti i mezzi in suo possesso la realizzazione di questo piano distruttivo e classista, creando un fronte comune con tutti i soggetti veramente interessati alla sorte del parco (Comuni, Consorzio Parco, Associazioni e Comitati spontanei di cittadini).

Il Parco Nord non deve essere il prossimo regalo agli amici speculatori della giunta lombarda!

(Clicca qui per la versione in pdf)

PER UN NUOVO INIZIO. COSTRUIAMO INSIEME A MILANO LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

2009 Ottobre 30

federazione-sinistra-alternativaDopo l’assemblea nazionale del 18 luglio a Roma, che ha lanciato la proposta della Federazione della Sinistra Alternativa, ed in vista della prossima assemblea nazionale di novembre, che darà il via al processo costituente, convochiamo a Milano un’assemblea della Federazione, martedì 10 novembre, alle ore 20.45, CAMERA DEL LAVOROSALA DI VITTORIO, C.SO DI PORTA VITTORIA 43 MILANO.

La crisi mostra una volta di più il volto distruttivo e disumano del capitalismo e delle politiche liberiste. Abbiamo la responsabilità di costruire un’ efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre una uscita da sinistra dalla crisi, una strada contrapposta alle ricette della destra e al liberismo temperato del centrosinistra.

Vogliamo costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che coinvolga ampi settori di popolo e offra prospettive credibili per tutte/i coloro che stanno subendo e pagando la crisi con l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono la drammaticità dei tempi e l’urgenza di una risposta adeguata. continua a leggere…

PAX AMERICANA IN HONDURAS. E LA RESISTENZA?

2009 Ottobre 30
HONDURASresistencia

di Gennaro Carotenuto – Latinoamerica – 30 ottobre 2009

Mel Zelaya e Roberto Micheletti raggiungono un accordo sotto l’egida statunitense che forse già domani potrebbe riportare al governo il presidente legittimo che gestirà il processo elettorale del 29 novembre viziato dal golpe del 28 giugno. Intanto anche ieri la repressione ha disperso con violenza un’enorme manifestazione popolare. Oltre 20.000 persone si erano radunate intorno alla Facoltà di Pedagogia per dimostrare quanto intollerabilmente viva è la Resistenza al golpe in Honduras.
La notizia della grande politica è quella che c’è l’accordo. Facendo passare anche una scoria della politica del passato come Roberto Micheletti come un grande statista, il vice di Hillary Clinton per l’Emisfero Occidentale Thomas Shannon, solo accompagnato dal vice segretario dell’Organizzazione degli Stati Americani, ha convinto il presidente deposto Mel Zelaya. Questo sarà un “Re di Maggio” per appena un mese, di qui alle elezioni del 29 novembre, rimesso a cavallo dal Congresso che lo aveva deposto. Sarà un “Re di Maggio” ma il bicchiere è anche mezzo pieno perché non saranno i golpisti ad umiliare direttamente il processo elettorale.
La forma è salva ma la sostanza democratica resta calpestata. Con gli ultimi dettagli, il voto del Congresso e non della Corte Suprema a decidere il ritorno di Zelaya, cadono le pregiudiziali al non riconoscimento del voto del prossimo novembre da parte dei paesi dell’OSA e dovrebbero cadere anche quelle dei due candidati espressione della Resistenza contro il colpo di Stato, Carlos H. Reyes e Cesar Ham. Da tempo sono già in campagna elettorale i quatto candidati golpisti (un ossimoro, i candidati a elezioni democratiche che hanno appoggiato il golpe), Porfirio Lobo Sosa, del Partido Nacional, Elvin Santos, del Partido Liberal, Bernard Martínez, del Partido Innovación y Unidad e Felícito Ávila, della Democracia Cristiana.
Finisce così apparentemente a tarallucci e vino un colpo di stato durato quattro mesi. Un colpo di stato che solo nelle grandi città (nessuno sa cosa è successo davvero nell’interno) ha causato almeno 24 morti ammazzati, centinaia di persone ferite da colpi di arma da fuoco o percossi selvaggiamente, almeno 3000 detenzioni illegali, centinaia di torturati e alcune decine di persone le sorti delle quali sono tuttora sconosciute. Sono desaparecidos la situazione dei quali dovrà immediatamente essere risolta da Zelaya.
Quella del “Re di Maggio” Zelaya sarà una breve “primavera camporista” a meno che le elezioni non diano la straordinaria del tutto improbabile sorpresa di un’elezione di Carlos H. Reyes alla presidenza. Forse il primo passo sarà l’avere per la prima volta la forza per far nascere un partito vero che si opponga alle oligarchie che hanno sempre dominato il paese e che con il golpe hanno sconfitto il cambiamento pacifico possibile con l’Assemblea Costituente.
Ma in Honduras, un paese dove nessuno, né i golpisti né la CIA, aveva previsto che potesse sorgere una Resistenza indomabile, che in mesi di lotta ha messo fianco a fianco centinaia di migliaia di persone, ha tessuto alleanze, fratellanze e sorellanze, leggende, martiri, reti elettroniche e non, oggi tutto è possibile.
Per leggere il dossier sul golpe in Honduras, clicca qui.

APPELLO PER MANIFESTAZIONE UNITARIA CONTRO POLITICHE DEL GOVERNO BERLUSCONI

2009 Ottobre 29
La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese.
Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.
Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.
Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli.
Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.
Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale.
Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.
E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per le chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.
Antonio Di Pietro
Paolo Ferrero

ULTIME DAL FRONTE NOKIA SIEMENS NETWORK, CINISELLO B.MO

2009 Ottobre 9

IMG229-01Dopo 2 giorni di presidio fuori dai cancelli dell’Azienda, il giorno 7 Ottobre 2009 i lavoratori e le lavoratrici di NSN si sono riuniti in Assemblea in mezzo alla strada, bloccando la via di fronte alla Sede.

A seguito della promessa ufficiale da parte dell’Azienda di incontrare un membro del board di Nokia Siemens (Mika Vehvilainen) per la fine di ottobre (28 ,29 o 30 ottobre) e dopo aver saputo che il Ministero dello Sviluppo Economico convocherà per il 28 ottobre Nokia Siemens Networks e il Sindacato, l’assemblea di Cinisello ha deciso di togliere il blocco della strada.

Giovedì 08 ottobre ore 11, è stato indetto uno sciopero con uscita per parlare con il segretario della Fiom CGIL Gianni Rinaldini, in visita alla NSN.

IMG230-01Venerdì 9 ottobre i lavoratori e le lavoratrici di NSN  aderiranno allo sciopero generale nazionale della Fiom CGIL e parteciperanno alla Manifestazione milanese che partirà da porta Venezia alle ore 9.30.

I lavoratori e le lavoratrici NSN invitano ancora e per l’ennesima volta i Media a dare spazio alla loro RICHIESTA DI LAVORO ribadendo che  l’Azienda non sta attraversando una fase di crisi economica, ma che la chiusura prospettata è figlia di una scelta strategica della Multinazionale.