di Nadia Rosa, Segretaria del Circolo
Il percorso di apertura al privato per una quota pari al 40% dell’Azienda speciale Nord Milano Ambiente, annunciato dall’amministrazione comunale all’interno della discussione sul bilancio, deve essere sospeso per avviare una serie di riflessioni su cui la politica locale deve interrogarsi.
Questo sia nel rispetto del voto referendario tramite il quale i nostri concittadini si sono espressi con chiarezza contro il processo di privatizzazione dei servizi pubblici, sia alla luce delle proroghe introdotte dal Decreto Legge “Cresci Italia”.
È infatti un diritto di ogni cittadino quello di vedere garantito il controllo delle tariffe sulla raccolta dei rifiuti e la possibilità di vivere in un ambiente pulito e libero dall’inquinamento. Un bene comune, dunque, presupposto per il godimento del diritto alla salute costituzionalmente garantito. Per adempiere pienamente a questa funzione, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti non può e non deve essere gestito con metodi che antepongono alla tutela degli interessi generali della popolazione l’aspirazione imprenditoriale al perseguimento del massimo profitto.
Al contrario, si rende necessario il più ampio coinvolgimento diretto degli utenti e dei lavoratori nella assunzione delle scelte strategiche di gestione, nella determinazione degli obiettivi di qualità del servizio e nella rigorosa verifica del raggiungimento dei predetti obiettivi. Il compito del soggetto gestore del servizio di raccolta dei rifiuti deve essere il perseguimento di una politica volta alla riduzione dei rifiuti alla fonte, la diffusione della cultura del riuso e del riciclo, l’implementazione dei più efficienti sistemi di raccolta differenziata, la ricerca delle migliori alternative ad ogni ipotesi di incenerimento e la difesa della legalità in un settore che le cronache ci descrivono pesantemente infiltrato dalla criminalità organizzata. È fondamentale continuare a difendere la prospettiva di un assetto societario in cui la governance aziendale non sia appannaggio di soggetti privati, al fine di garantire il soddisfacimento dell’interesse generale della popolazione.
È dunque inopportuna la fretta con cui in questi giorni si cerca di accelerare sull’alienazione del 40% della NMA, nonostante la proroga – al 31.12.2012 – del termine per l’attuazione delle norme privatizzatrici della c.d. manovra di ferragosto, sulla cui legittimità costituzionale siamo in attesa del giudizio della Consulta.
Il Prc di Cinisello B.mo chiede quindi che venga sospesa qualsiasi azione in merito alla messa a gara della suddetta azienda almeno fino al 31.12.2012. Si sollecita invece uno studio strategico volto all’ottimizzazione del servizio ed alla razionalizzazione delle spese mirati a rendere il servizio piu’ efficacie eliminando eventuali sprechi.
Si chiede inoltre di valutare la possibilità di gestire il servizio attraverso un’economia di scala che coinvolga gli altri comuni del nord Milano.
Per approfondire:CINISELLO BENE COMUNE

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