HONDURAS: COSÌ LONTANO E COSÌ VICINO
Articoli di introduzione e approfondimento della vicenda honduregna:
Incontro con Luther Castillo, membro del Frente Nacional de Resistencia Popular
Il 28 giugno 2009 in Honduras è stato messo in atto quello che è stato definito il colpo di stato del XXI secolo: sotto l’ipocrita definizione di “sostituzione costituzionale”, il presidente costituzionalmente eletto Manuel Zelaya è stato sequestrato in piena notte da un commando militare ed espulso dal paese.
Il congresso ha quindi nominato al suo posto la terza carica dello Stato, Roberto Micheletti, presto ribattezzato Pinocheletti per la durezza della repressione messa in atto contro il popolo honduregno, che ha reagito al golpe costituendosi nel FNRP (Frente Nacional de Resistencia Popular), mettendo in atto una resistenza pacifica fin dal primo giorno.
Il colpo di stato, realizzato materialmente dall’oligarchia locale, dal settore imprenditoriale, e dall’esercito dell’Honduras, ha alle spalle la gerarchia della Chiesa Cattolica e dell’Opus Dei, oltre i vicini di casa Stati Uniti, se da un lato pare avere caratteristiche nuove nella gestione e nella manipolazione dell’informazione, dall’altro purtroppo ha recuperato anche prassi già viste: si stanno rievocando i tempi bui degli anni ‘80, quando le Forze Armate si prestavano a reprimere ed eliminare qualunque iniziativa o movimento sociale a favore dei settori più poveri del Paese.


Come nel passato il susseguirsi di violazioni ha portato ad una escalation non solo di illegalità, ma anche di violenza e repressione delle manifestazioni (con morti e feriti provocati dai colpi di arma da fuoco sparati dall’esercito), esecuzioni extragiudiziali, minacce, arresti arbitrari, totali restrizioni alle libertà di associazione/espressione/stampa, sospensione delle libertà individuali, instaurazione del coprifuoco.
Ciò che non si è perdonato al presidente legittimo Manuel Zelaya è l’aver adottato iniziative sociali e progressiste; aver ripreso i rapporti diplomatici con Cuba; essersi unito ai governi progressisti che combattono le politiche neoliberiste associando l’Honduras all’Alternativa Bolivariana delle Americhe e dei Carabi (ALBA), il progetto di cooperazione e integrazione latinoamericana e dei Caraibi; aver pensato di consultare il popolo in merito alla convocazione dell’Assemblea Costituente; aver elevato del 60% il salario minimo.
Il FNRP è nato in contrapposizione al colpo di stato: le forze democratiche e progressiste, uomini, donne, giovani e anziani si sono ritrovati e riconosciuti nelle piazze di tutto il paese, e le realtà che compongono il FNRP sono attive da tempo.
Il Frente è una formazione molto particolare e trasversale che mantiene uniti gruppi con ideologie molto diverse: ne fa parte il Bloque Popular, nato nel 2000 per contrastare la firma del CAFTA (Centro America Free Trade Agreement), e composto da diverse organizzazioni di contadini, operai, organizzazioni per la difesa dei consumatori, studenti; inoltre, include circa 150 organizzazioni nazionali che appartengono al Coordinamento Nazionale di resistenza popolare, nato nel 2003 come movimento di pressione popolare.
Quello che il FNRP ha difeso durante il governo de facto di Micheletti era il processo di cambiamento avviato da Zelaya sotto la pressione dei movimenti popolari, chiedendo il ripristino di un vero ordine costituzionale.
E la difesa di quel processo è all’origine anche del giusto non-riconoscimento delle successive elezioni farsa svoltesi il 29 novembre 2009, caratterizzate dal clima di violenza e totalmente militarizzate, con cui è stato eletto Porfirio Lobo Sosa, sconfitto proprio da Zelaya nel 2005. Queste votazioni sono state riconosciute unicamente da chi ha interessi nella regione, Stati Uniti in primis.
Oggi il governo di Porfirio Lobo sta mettendo in atto uno dei progetti neoliberisti più aggressivi degli ultimi tempi: con la Ley Reguladora del Regimen de Partecipacion Publico Privada apre alla privatizzazione dei servizi pubblici; viene respinta la richiesta di elevare il salario minimo; è stato lanciato un Plan Nacional Solidario de Empleos Anticrisis, che di fatto autorizza le violazioni alla legge nazionale, alla Costituzione, agli accordi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), spianando la strada al concetto di lavoro a termine che, come ben sappiamo anche noi, porterà precarietà e miseria alla maggior parte della popolazione.
Un processo di liberalizzazione selvaggia che riguarda non solo i servizi pubblici, i diritti dei lavoratori e l’educazione, ma anche le reali ricchezze dell’Honduras: le sue risorse naturali.
Il FNRP – oggi costituitosi come soggetto politico con Manuel Zelaya come coordinatore nazionale – ha continuato a mobilitarsi incessantemente: in occasione del primo anniversario del colpo di stato è stata installata una Commissione di Verità e giustizia alternativa a quella governativa che in realtà è finalizzata a garantire l’impunità per gli autori del colpo di stato e dei crimini commessi ancora oggi.
E più di recente: l’appello del FNRP e dei sindacati operai per realizzare il primo blocco totale delle attività lavorative l’8 settembre ha generato una mobilitazione massiccia. E’ prevista una nuova mobilitazione per il 15 di settembre, quando verranno consegnate le quasi un milione di firme raccolte per chiedere la convocazione di un’Assemblea Costituente Popolare.
A dispetto dell’immagine di riconciliazione che l’attuale governo vuole mostrare a livello internazionale, intanto che Hilary Clinton perora la causa di Lobo affinché il paese “dove è stato ripristinato l’ordine democratico” venga riammesso nell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani), l’Honduras continua a vivere le tragiche sequele del colpo di stato.
Mentre la resistenza si consolida come forza politica propositiva la comunità internazionale continua a mantenersi cieca e sorda di fronte alla grave situazione di ingovernabilità e conflittualità sociale che si vive nel paese.
L’appoggio e la solidarietà alla resistenza honduregna, sia nel continente latinoamericano che in Europa, non sono mancati fin dall’attuazione del colpo di stato. Sono molte le realtà che in Europa cercano di informare su quello che succede nel paese.
La questione Honduras è stato uno dei temi centrali della Cumbre de los Pueblos – Enlazando Alternativas 4 a Madrid nel passato maggio, organizzato dalla rete biregionale Europa-America Latina Enlazando Alternativas (www.enlzandoalternativas.org); e periodicamente sono stati realizzati incontri con rappresentanti del FNRP in tutta Europa, Italia compresa.
Riteniamo che l’Honduras ci riguardi. E non solo per gli investimenti che l’Italia e le multinazionali italiane hanno nel paese: ci riferiamo all’Astaldi, con il mega-progetto turistico “Los Micos beach & resort centre”, lungo la costa caraibica dell’Honduras, nella zona che per un paio d’anni è stata il teatro del reality show l’”Isola dei famosi”, che mostrando il bel mare della Bahia preparava i teleutenti italiani ai viaggi nei nuovi villaggi vacanza in costruzione nella regione; all’umbra Colacem, parte del gruppo Colaiacovo a cui fa riferimento il Goldlake Group, che controlla la Five Stars Mining (in un gioco di scatole cinesi che rende più difficile identificare le responsabilità) che opera nel dipartimento di Olancho, nella miniera di Agalteca, in conflitto con la comunità indigena; oppure al recente accordo con il governo italiano per il finanziamento di lavori di ampliamento della diga Nacaome, pari a un importo di 27 milioni di Euro (di cui 24 come prestiti).
L’Honduras ci riguarda perché l’attacco al processo di cambiamento in corso nel paese è una risposta alle alternative che si sta cercando di portare avanti nella regione, è un attacco ai movimenti sociali, alla democrazia, alla volontà popolare.
L’Honduras ci riguarda perché rappresenta un pezzo importante nella lotta contro il capitalismo, il patriarcato e il neoliberismo.
E per quello che sta accadendo anche da noi, potremmo apprendere molto dal popolo honduregno.
Per dar seguito al lavoro fatto fino ad oggi, per metà ottobre è stato organizzato un tour in Europa di Luther Castillo, rappresentante del FNRP. Luther è un giovane medico garifuna formatosi a Cuba, fondatore e attuale coordinatore dell’Ospedale Comunitario Garifuna de Ciriboya, che l’anno scorso, a 2 mesi dal colpo di stato, è stato attaccato e chiuso dalle forze repressive del governo di fatto di Micheletti, per il suo carattere innovativo e per la sua visione di sanità sociale.
L’invito a Luther Castillo è partito dal CICA (Collettivo Italia Centro America), ed è stato prontamente raccolto dalle organizzazioni che in Italia seguono la questione honduregna e appoggiano la resistenza.
Nel tour organizzato in Europa, che prevede incontri in Spagna, Germania, Svizzera e Italia, Luther, oltre a parlare della congiuntura attuale nel paese e del FNRP, parlerà anche della lotta del popolo Garifuna per la conquista del diritto alla salute e la difesa dell’Ospedale sopracitato.
Per maggiori informazioni sul Frente Nacional de Resistencia Popular: www.resistenciahonduras.net
Per maggiori informazioni sull’Ospedale Popolare Garifuna: www.primerhospitalgarifuna.blogspot.com
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