
Benvenuto nella newsletter del Circolo PRC “Che Guevara” di Cinisello Balsamo del 28 gennaio 2011 – n. 47
Questa settimana ti segnaliamo le seguenti notizie:
1. IL 28 GENNAIO TUTTI IN PIAZZA CON LA FIOM!
5 marzo 1943: ore 10, Torino. Gli operai della Fiat Mirafiori scendono in sciopero con la parola d’ordine “pace e pane”. Rivendicano le 192 ore di salario per tutti (previste fino ad allora solo per i lavoratori sfollati per i bombardamenti), l’aumento delle razioni di viveri e del premio di stabilimento e, soprattutto, chiedono pace e libertà. Si sciopera in tutti gli stabilimenti della Fiat e l’agitazione si estende nell’Italia del nord. Alla fine di aprile verrà riconosciuto un aumento salariale, ma contemporaneamente la repressione si farà durissima. Oltre 2000 persone, per lo più lavoratori che hanno partecipato agli scioperi, saranno arrestate. Nonostante le motivazioni economiche, risulta immediatamente chiaro il carattere politico delle agitazioni. (continua)
2. QUALCOSA É CAMBIATO
Questa volta non ci sono riusciti. La FIOM all’antivigilia dello sciopero generale non appare come il sindacato isolato e anacronistico che la banda dei Marchionne avrebbe voluto dipingere. A smarcarla dall’angolo sono stati i lavoratori e le lavoratrici, studenti e pensionati e tutti coloro che alla “modernità” schiavista dei padroni non ci vogliono stare. Il coraggio di Mirafiori ha saputo rimettere al centro la questione lavoro, smentendo una volta per tutte il falso luogo comune che annunciava la scomparsa della classe operaia: oggi più che mai i lavoratori e le lavoratrici delle fabbriche confermano e rilanciano il proprio storico ruolo di avanguardia. (continua)
3. UNITI CONTROLACRISI.ORG
Sono andato a Marghera con un filo di speranza, torno da Marghera con una corda da intrecciare fatta di resistenze e lotte, pratiche, e culture. Sì, anche con qualche speranza in più. Non voglio però pensare a questo intreccio con le retoriche della ricomposizione sociale, penso però a Uniti contro la crisi come modello di relazioni, come spazio di conflitto e solidarietà che dentro la crisi costruisce un nuovo modello di cooperazione tra l’agire politico e sociale. Se dovessi dirla tutta, penso che questo processo possa sviluppare nel tempo quella federazione dell’iniziativa sociale, in forma plurale dentro il quale ripensare la politica e riflettere sul tema della crisi della rappresentanza, ma appunto non voglio correre troppo e mettere troppa carne al fuoco. Meglio andar lenti, in direzione ostinata e contraria. Trovo in questo percorso però una sintonia con le pratiche del partito sociale sperimentate, come con la costruzione della R@P, la Rete per l’Autorganizzazione Popolare. Un discorso questo che si disloca in questo spazio con naturalezza, non solo per quanto riguarda l’idea che la crisi sia uno spazio costituente, ma soprattutto perchè è nel suo versante materiale, quello che fa più male alla nostra gente che si può ricostruire quel noi collettivo che investe sulla partecipazione. Nel percorso di uniti contro la crisi per come l’ho visto e partecipato fino ad ora, si lavora tutti paritariamente, ed è con questa forma che noi possiamo pensare di lavorare insieme a partire dalla territorializzazione del processo. (continua)
4. COS’È VERAMENTE LA LEGA NORD
Chi si occupa di destre radicali, studiandone l’evoluzione, le politiche, ma anche i miti di riferimento, le simbologie e le sottoculture, si trova sempre più precipitato nella destra istituzionale. Quasi un incastro. È un dato da cui partire per approfondire alcuni aspetti, spesso sottovalutati, dell’identità di una delle principali forze della destra italiana, la Lega Nord, e comprenderne l’evoluzione ben oltre i caratteri della destra populista. Inoltre si tratta di una tendenza più generale che investe l’Europa, e non solo (si pensi, negli Stati Uniti, all’incidenza dei Tea Parties sul Partito Repubblicano), che vede sempre più pericolosamente accorciarsi i confini fra destre conservatrici e radicali. Grave, in questo quadro, la situazione nell’Est europeo, con l’affermarsi, in particolare in Ungheria e in Romania, di formazioni politiche razziste, ideologicamente legate ai passati regimi collaborazionisti dei nazisti. (continua)
Grazie dell’attenzione, alla prossima!
Iscriviti a RIFOnews inviando una eMail vuota a: rifonews-subscribe@domeus.it
I commenti sono chiusi.