Benvenuti nella newsletter del Circolo PRC “Che Guevara” di Cinisello Balsamo del 9 aprile 2010
Questa settimana ti segnaliamo le seguenti notizie:
1. L’ACQUA NON SI VENDE! PARTE LA CAMPAGNA REFERENDARIA
Depositati i quesiti referendari per l’acqua pubblica. I movimenti sfidano a un confronto pubblico il Ministro Ronchi.
Sono stati depositati il 31 marzo 2010 presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione della legge Ronchi approvata dall’attuale governo e delle norme approvate da altri governi in passato (compresi quelli di centrosinistra) che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce. La raccolta delle 500 mila firme necessarie per l’ammissione dei referendum inizierà nel fine settimana del 24-25 aprile, una data simbolo per quella che il Forum dei Movimenti per l’Acqua intende come la Liberazione dell’acqua dalle logiche di profitto. (continua)
2. CHIAMIAMOLO CENTRO PERTINI!
L’Amministrazione di Cinisello Balsamo ha indetto una consultazione popolare per decidere il nome da assegnare al nuovo Centro Culturale di via Frova. La rosa dei nomi tra cui scegliere: Centro, Bibliomega, Saper, Agorà. Eppure la futura sede della biblioteca e del centro multimediale un nome già ce l’ha, e che nome! Nel 2001, prima che il cantiere prendesse il via, venne scelto quello di Sandro Pertini. Indimenticato presidente della Repubblica, uno tra i più integerrimi politici che la storia italiana ricordi, acerrimo nemico del fascismo, tra i padri della Costituzione repubblicana. Oggi la stampa riporta alcune dichiarazioni dell’amministrazione comunale, in cui si dice che l’obiettivo “è trovare un nomignolo (…) che permetta ai ragazzi di identificarsi in un luogo e nei suoi servizi”, mentre il nome del primo socialista presidente della Repubblica rimarrà su una targa apposta sull’edificio. .(continua)
3. UN ANNO FA IL TERREMOTO IN ABRUZZO. UN ANNO FA “CINISELLO PER L’ABRUZZO”
Alle ore 3.32 del 6 aprile 2009 la città dell’Aquila e i suoi dintorni vengono sconvolti da un terremoto di magnitudo 5,9° della scala Richter. L’Italia si sveglia quella mattina con le immagini delle vittime (308, i feriti 1600), gli edifici crollati, i primi soccorsi. Parte subito la mobilitazione volontaria. Rifondazione comunista organizza iniziative di solidarietà immediatamente dopo il sisma. Partono per L’Aquila i primi compagni con una cucina da campo e i viveri originariamente destinati alla vendita dei GAP. Successivamente il contributo volontario del partito assume la fisionomia delle Brigate di Solidarietà Attiva, che lontano dai riflettori forniranno, per diversi mesi dopo il sisma, un importante aiuto alle popolazioni smobilitate nei campi. (continua)
4. ANALISI DEL VOTO/3
di Alberto Burgio, da il manifesto del 2 aprile 2010
Si resta sbigottiti a leggere i commenti del dopo voto. Non vogliamo infierire, cerchiamo di ragionare freddamente. Ma che cosa può spiegare la pervicacia di chi, all’indomani di una disfatta, parla di una «tenuta del Pd» e rifiuta di vedere la sconfitta? Evidentemente non bastano due milioni di voti persi rispetto alle ultime regionali (2005). Né basta il crollo rispetto alle politiche del 2008 (-6,1%). Non basta nemmeno aver consegnato alla destra quattro regioni-chiave. Tutto questo non basta a sconsigliare al segretario del Pd di parlare, addirittura, di «controtendenza»: a che pensa Bersani, alla storica conquista di Lecco? (continua)
Grazie dell’attenzione, alla prossima!
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